martedì 11 luglio 2017

Ricordi lontani

Prima che il tempo corroda i miei ricordi e li depredi di eventi e prima che la mia mente aggiunga nuove immagini ad infarcire le scene  ormai lontane e un po' scarne, lascio una traccia di alcuni dei miei ricordi più lontani.

Credo che il mio ricordo più remoto sia quello in cui mi vedo a tre anni e mezzo, coricata nel letto dei miei e guardo la nuca di mio papà che dorme, mentre mia mamma è in ospedale perché è nato mio fratello... e poi io in una stanza di ospedale che guardo questo piccolo esserino tutto rosso in faccia e con un sacco di capelli neri.

Un altro ricordo è quello che vede me di circa cinque anni che scappo nel corridoio di una clinica, inseguita da una suora che vuole farmi una puntura e una specie di imbuto nero che mi viene messo sulla faccia e io respiro e perdo i sensi. Nulla di anormale, era la mia tonsillectomia, in quella che adesso, per ragioni lavorative, è diventata la clinica che conosco meglio al mondo.

Un triste ricordo, che non so se ho romanzato nella mia testa, mi vede a 6/7 anni girare con il triciclo nella grande casa dei miei nonni, mentre qualcuno chiude la bara in cui si trova mia nonna. Tendo a pensare di averlo romanzato un po'.

Ho poi vari ricordi sparsi tra i tre e i 10 anni:
mamma che ogni sera mi leggeva le favolette e le mie preferite "Il signor Fallaninna" e "Il naso che scappa"; quella volta che il nonno mi ha portato allo zoo e mi ha regalato il libro con gli animali che ho ancora adesso; quel giorno che mi avevano portato all'asilo (erano forse suore) e io non ho fatto altro che piangere e la nonna mi è venuta a prendere (e non ci sono tornata più); il primo giorno di scuola con dei pantaloni rossi e alcuni compagnetti che piangevano; il profumo che faceva la mia prima cartella con portacolori abbinato, regalo dei nonni; quando mi facevano vestire con la gonna sopra i pantaloni perché c'era freddo e io lo odiavo; quella volta che un cane randagio mi ha inseguito per strada, fin dentro la scuola; quelle volte che andavamo in biblioteca a prendere i libri; quella volta che è venuto il circo e c'era una bambina che stava in equilibrio a testa in giù su una bottiglia; quelle sere che guardavamo "I sopravvissuti" in TV; le domeniche passate dai nonni, gli agnolotti fatti in casa che mangiavo anche crudi e la cena alle sette - sette e mezzo; quando andavamo "ai giochi" e mi arrampicavo ovunque e mi appendevo a testa in giù; le cene con la pastina con il formaggino e Ufo Robot; la diretta per Alfredino il bambino caduto nel pozzo artesiano nei primi anni 80 mentre avevo il morbillo e la febbre altissima.





2 commenti:

  1. "Atlas Ufo Robot" lo vedevo sempre, purtroppo ho vissuto anche la diretta del non riuscito salvataggio di Alfredino Rampi...

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    1. Chissà in quanto bambini di allora l'abbiamo vissuto... :(

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