lunedì 11 marzo 2013

Quattro soli a motore - il secondo libro di Zio Scriba



L'ho comprato perché mi ha intrigato quello che vi ho trovato scritto su un sito (che adesso non ricordo quale è) e poi perché l'autore è già una garanzia. 
L'autore è infatti zio Scriba, Nicola Pezzoli, di cui leggo il blog da diverso tempo (fatelo anche voi!), attratta dal suo modo di scrivere, dissacrante, geniale e sempre straripante di verità assolute.
Astenersi bigotti, omofobi, razzisti, gente dalla mentalità chiusa e giù di lì.

Quattro soli a motore è un racconto in prima persona (cosa che mi piace molto perché ti fa immedesimare nella storia più efficacemente dei racconti in terza persona). 
A raccontarla, a metà degli anni '70,  è Corradino, un ragazzino di undici anni di un piccolo paese della Lombardia. Un ragazzino dalla vita non facile, alle prese con il padre violento e la madre ubriacona... e con la leggenda di Villa Kestenholz, protagonista del libro, insieme a Corradino.

Per varie ragioni, ho letto le prime 90 pagine in maniera un po' frammentata, ma ieri, complice una splendida giornata di sole, l'ho ripreso e finito d'un fiato. Mi è piaciuto molto, è scorrevole, mai banale, piacevole e quelli che sono stati ragazzini negli anni '70, sentiranno di avere con Corradino anche un po' di cose in comune... ma, Nicola, mi inchino e poi faccio la Ola (anche da sola!) all'ultimo capitolo e alla biblioteca dei taccuini rossi in particolare, che ho trovato geniale, a dir poco. 

Gli scaffali stracolmi di libri ne occupavano tutti e quattro i lati, su su fino al soffitto, tutti scaffali e tutti libri, eccettuato il buco per la porta.
Questa frase, poi... una biblioteca così è il sogno della mia vita e protagonista di diversi miei racconti.
Di fronte a me c'era qualcosa di mostruoso... Tutti uguali! Quelle migliaia di libri avevano tutti lo stesso colore. Rosso. Le stesse dimensioni. A occhio e croce, lo stesso numero di pagine. E, sulle coste, sui dorsi, non c'era nessun titolo.

Anche il libro, come il blog di Nicola, straripa di verità e chi lo legge lo riconosce pure Zio Scriba, che io ho associato talmente a Corradino da chiedermi quanto ci sia di autobiografico in questo libro.
In particolare, mi hanno colpito alcuni pezzi.
Quando Corradino parla di Stefanino, il "matto" del paese e dice Questo è l'unico modo che ha un uomo di essere buono, perché quello era un periodo che più conoscevo gli uomini più speravo negli extraterrestri. E, nel frattempo, amavo i gatti.
Quando, parlando degli abitanti dell'immaginario pianeta Terra 10, dice perché sprecare tempo a distruggerli? Cretini e violenti come sono, ci penseranno da soli
Quando parla della nonna e dell'ospizio "Quarta Stagione" e riflette che Non sempre la data di scadenza degli umani coincide con la morte. A volte la data di scadenza coincide con quando non sei più tu a decidere dove puoi stare senza rompere troppo i maroni.
E poi, la parte in cui il vecchio Kestenholz racconta la sua verità e, alla fine, dice Perché gli uomini sono destinati ad avere sempre più forza e potenza. Ma sempre meno intelligenza, saggezza e capacità di discernimento. E sempre meno bontà.

2 commenti:

  1. Il 15 novembre dello scorso anno io, mio figlio e gli altri blogger Nou, Cri, Antonio, Luz e Gap, non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione di conoscere personalmente ed abbracciare Nicola=Zio Scriba qui a Roma, quando ha presentato il suo QUATTRO SOLI A MOTORE.
    Una bellissima serata.

    RispondiElimina
  2. Ti ringrazio per questa bella recensione, così semplice e così onesta, da lettrice appassionatamente sincera e sinceramente appassionata!

    Inutile dire che la serata di cui parla Aldo il monticiano è stata bellissima, e indimenticabile, anche per me :)

    RispondiElimina

Grazie per essere passato/a da qui!
Thanks for stopping by!