martedì 28 febbraio 2012

L'ho piantata con le cronache sterili e scrivo di rane canterine e viaggi nel tempo

Per motivi vari, ultimamente mi sono accostata al mondo delle favole per bambini. Non come ascoltatrice e nemmeno come lettrice, come accadeva qui, ma come ideatrice.
E ho scoperto che scrivere favole per bambini mi piace. 
Anche più (forse) che scrivere di  
morti che non sanno di esserlo,  
carillon magici,
nonna e nipote che comunicano - tra epoche diverse - attraverso un moderno telefono cellulare dimenticato durante un improbabile e casuale viaggio nel tempo, nel quale la nipote fanatica di Twilight incontra la sua bisnonna, prima che la stessa impazzisca e stermini la famiglia.

Giusto per citare tre tematiche di cui ho scritto recentemente, non per bambini.


Sto leggendo "La grammatica della fantasia" di Gianni Rodari. 
Mi è sempre piaciuto il modo di scrivere di questo grande uomo, come ho detto anche qui. Le sue storie sono geniali e a volte anche esilaranti. 
Oltre a ricordare con nostalgia quasi tutte le "Favole al telefono", mi ricordo che nelle "Novelle fatte a macchina" c'erano storie con protagonisti Marco e Mirko, che mi facevano sempre sganasciare dalle risate.

Il libro mi ha incuriosito dopo averne letto sul blog di qualcun altro (forse su quello di Narratore o quello di Ferruccio, non ricordo... comunque, chiunque fosse... grazie) e poi, subito dopo averlo comprato, ho avuto il mio casuale e, al momento, fugace accostamento al mondo delle favole, per cui ho deciso di leggerlo subito (e possibilmente fare tesoro dei consigli che dà).

Non avevo mai pensato ai segreti per inventare storie per bambini.
In effetti, non penso mai ai segreti per scrivere. 
Ho sempre pensato che non esistono segreti e che l'unica cosa importante, per chi scrive, è leggere. 
Oltre, ovviamente, ad avere cose da raccontare. 
Avere fantasia per inventare o saper raccontare in maniera interessante fatti reali.
Qui, nella mia sidebar, c'è una frase di Goethe, che trovo geniale:
 Gli autori più originali non lo sono perché promuovono ciò che è nuovo, ma perché mettono ciò che hanno da dire in un modo tale che sembri che non sia mai stato detto prima.

Ricordo che, da piccola, non ero in grado di scrivere pensieri più fantasiosi di "Ieri pomeriggio prima ho guardato Mazinga con mia mamma e mio fratello, poi ho fatto i compiti e poi sono andata a letto".
Ero bravissima a fare le cronache degli eventi che mi capitavano, senza però aggiungere una virgola di mio. Ma non era quello l'obiettivo della maestra, quando ci dava da comporre un testo su "Quello che ho fatto ieri". Pensandoci, secondo me, era il titolo che imbrigliava la mia mente e mi costringeva a fare quelle pure descrizioni dettagliate della realtà, di come si erano svolti gli eventi. Mi ricordo che una volta la maestra mi disse qualcosa come "Va bene la cronaca, ma mettici del tuo! ad esempio cosa avresti voluto fare e non hai fatto" (la frase non era esattamente così, ma questo era il succo) e allora io feci letteralmente quello, aggiunsi ad ogni frase un commento su quello che avrei voluto fare. 
Tipo:
"Ieri pomeriggio prima ho guardato Mazinga con mia mamma e mio fratello anche se avrei voluto andare al parco giochi, poi ho fatto i compiti anche se avrei voluto uscire in cortile a giocare con il cane, e poi sono andata a letto anche se avrei voluto giocare a scacchi con mio papà" e così via.
Immagino le risate che si deve essere fatta la maestra!
 
 
Oppure, mi viene in mente che, da più grande, ero proprio una schiappa nelle versioni di latino e greco, non perché non conoscessi la grammatica, ma perché non sapevo scegliere la terminologia nella traduzione. Ho sempre fatto traduzioni letterali, che a volte vanno bene, a volte no. Non ero in grado di piazzare un sinonimo, che magari ci stava meglio della parola trovata sul vocabolario. Mi dicevo che quella era la parola che stava scritta sul vocabolario e io perché avrei dovuto cambiarla... 
perché prendevi 4-- ecco perché!!
Mi consola il sapere di non essere mai stata sola in questo, date le risate, anche a sproposito, che ci facevamo con alcuni compagni rileggendo le nostre traduzioni. E oggi, con un po' di rammarico, penso che le versioni sarebbero la mia "materia" preferita e forse non prenderei più 4.
Soffermandomi a pensare, adesso mi chiedo il perché di questa rigidità.
Ma magari ci ragiono da qualche altra parte...

Non so quando ho imparato a scrivere. 
Non voglio dire con questo che so scrivere o che mi ritengo una scrittrice o qualcosa del genere, ma solo che, a differenza di prima, adesso l'ho piantata con le cronache sterili e mi piace come scrivo. Adesso mi pare che il modo in cui scrivo possa forse anche risultare piacevole per qualcuno. Oltre che per mia mamma, che, come ho detto altrove, è la mia fedele lettrice o la mia fan numero uno... tanto per citare doppiamente Stephen King (che, in "On writing" parla di sua moglie come della sua fedele lettrice e Annie Wilkies è la fan numero uno di Paul Sheldon in "Misery").

Forse sono state le millemila pagine di diari personali - che ho riempito di cazz... ehm... pensieri, speranze, sogni, eventi, libere associazioni di parole, versi romantici dedicati allo spezzatore di cuore di turno, ecc. - che mi hanno aiutato a lasciarmi andare.
E sicuramente sono stati i libri, che ho iniziato a divorare dai sedici anni in poi.

Mi sono un po' persa dietro a riflessioni e ricordi.
Tornando ai segreti per scrivere favole per bambini.
Gianni Rodari parla di
Binomi fantastici.
Errori creativi.
In ogni errore giace la possibilità di una storia.
Questa frase la appenderei sulla scrivania.
Prefissi arbitrari. 
Ricordo perfettamente il paese con l'esse davanti di Giovannino Perdigiorno.
Cosa succederebbe se...
"Chi sono, cosa fanno..."
il gioco, con i foglietti che girano tra i partecipanti e ognuno scrive un pezzo di favola, 
uno scrive chi sono i protagonisti
l'altro dove sono
l'altro cosa fanno
l'altro cosa si dicono
l'altro cosa dice la gente di loro.
Poi, alla fine, si leggono queste favole, che a volte fanno morire dal ridere. Questo gioco lo facevamo spesso, tempo fa. Dovrei avere ancora qualche foglietto ingiallito conservato.

 Caterina rana canterina,
cantava nello stagno del Regno di Cuori,
mentre lo stregatto dormiva, appollaiato su un ramo.
"Muoio per te" cantava a squarciagola Caterina,
pensando al principe dei ranocchi,
che abitava nel fossato del Castello di Cuori.
E "Io vivo per lei" pensava Geremia,
il brutto ranocchio sfortunato,
guardandola, innamorato,
 cantare dimenandosi su una foglia di ninfea.
Tutti gli abitanti dello stagno si facevano i fatti loro:
le rane dicevano che lui non avrebbe mai avuto il coraggio di dichiararsi,
i rospi erano sicuri che lo avrebbe fatto un giorno di questi e che lei lo avrebbe respinto. E litigavano animatamente.
Lo stregatto, svegliato dai pettegolezzi rumorosi,
ascoltava i loro discorsi infastidito.
Ad un tratto, con un veloce balzo, 
saltò giù dal ramo e fece di tutti un solo boccone. 
Tornò quindi ad appollaiarsi sul ramo,
adesso finalmente silenzioso,
con un sorriso beffardo stampato in faccia
leccandosi ancora i baffi.


Forse, riflettendo, non è proprio necessariamente per bambini che mi piace scrivere, ma è il tipo di storia, con un po' di nonsense e struttura semplice.
Questa storia della rana canterina mi è venuta in mente poco fa, mentre pensavo al gioco dei foglietti.

Queste sono pagine di un mio quaderno del 1977-1978, ero in prima elementare. Lo stile dei miei temi, per molti anni, è sempre stato questo. Se per caso, leggendo vedete che il 29/11 ho scritto che ho ricevuto uova di Pasqua, è un errore, mi sa che volevo scrivere 29 marzo. :)



24 commenti:

  1. Grande Fra, questo post mi ha emozionato un casino, lo sai? Per questo voglio dirti qualcosa che penso ti piacerà molto! Hai presente Claudio Lolli? Beh, sicuramente, se no non saresti fra i miei sottoscrittori :-))) Ebbene, il suo chitarrista si chiama Paolo Capodacqua, il quale oltre che un amico è un cantautore che scrive canzoni prevalentemente per bambini :) E, fra i suoi dischi, ce n'è anche uno che si chiama "La torta in cielo" ed è costituito da tutte poesie di Gianni Rodari, che Paolo ha messo in musica e cantato. Io ne ho messa una su YouTube, seguita da un'intervista che gli fu fatta una decina di anni fa, dove appunto lui racconta che cosa vuol dire per lui scrivere canzoni per bambini. Quindi ascolta la canzone e guarda il video, scommetto che ti piacerà. Grazie per il bel post, un bacio

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  2. @Nico: Grazie davvero a te per il bellissimo commento. Sì, lo so chi è Claudio Lolli! :) Molto bello quel video e la canzone della torta in cielo (e anche l'intervista)... grazie!

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  3. WOW dalla tua fan n°1.

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  4. Con le Favole di Gianni Rodari ci sono cresciuto. Gli vorrò bene per sempre.
    Ciao carissima! :)

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    1. @Zio: chissà in quanti ci siamo cresciuti... :)

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  5. Benissimo! sono contento che hai trovato la tua strada che ti fa non solo scrivere ma anche essere contenta di quello che fai. Anch'io, come hai visto, mi sono allontanato un po' dai soliti temi e ti devo dire che mi sento anch'io più libero. Avanti così! Quand'è che leggeremo qualche altra cosa?

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    1. @Tim: non sono certa che sia la strada giusta, ma il piacere che mi dà scrivere favolette è superiore a quello che mi dà scrivere di altre cose... anche se amo immensamente scrivere qualunque cosa... :)

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    2. per esperienza personale so che scrivere favole è difficile. ci ho provato anni fa, ma alla fine non riuscivo neanche ad imbastire su uno straccio di trama.

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  6. Rodari è meraviglioso.
    Non vedo l'ora di avere intorno il mio nipotino anche per leggergli tutte le favole del mondo, magari per inventarle insieme, un giorno. Chissà.

    Io ho sempre scritto tanto, mi ricordo che una volta alle elementari la maestra ci aveva dato da scrivere una storia su una goccia d'acqua, io tipo avevo riempito sei pagine! Certo con la scrittura gigante di una bambina, che a riscriverla adesso magari verrebbe una paginetta!In compenso quei soliti, banalissimi, racconti di "come hai passato le vacanze estive/di Natale/di Pasqua", "quello che hai fatto ieri o domenica o il giorno della festa della mamma" credo che abbiano ucciso la fantasia di tutti i bambini del mondo, almeno per quel po' di tempo che serviva per scriverli!

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    1. @Elisa: Sarà bello con il nipotino oggi e magari con un figlio domani... :)

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  7. Rodari fantastico, bello quello che scrivi e la favola la rileggo con Leo baciiiii

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    1. @Pat: grazie... fammi sapere se poi gli piace... :)

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  8. Penso che quando uno ama la scrittura e l'immaginazione creativa si vede proprio da bambino. Si dice che tutti i bambini siano particolarmente creativi, ma solo pochi sentono la necessità di scrivere le loro fantasie e di dargli forma.

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    1. @Ariano: io non sono mai stata particolarmente creativa, solo adesso, in età adulta, questo mio lato (che mi piace) emerge... :)

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  9. Ottima idea la tua, ricordi e sogni, realtà e fantasia, ironia, tutto fa brodo e diventa piacevole da leggere. Molto.
    Ciao,
    aldo.

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  10. You kept your first grade notebook! such a neat handwriting you got. Your teachers must've been happy you wrote within the lines:) Aww so sweet that your mom is your number one fan. Mine probably too but she isn't as expressive I guess lol. Completely agree that a writer must read. Always. Anything. Everything if possible. Right now i'm reading The Hunger Games, very mainstream like Twilight I know, but I want to be able to complain about something not right (!) when I watch the film lol. I love that Goethe quote btw.

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    1. @Robyn: yes, I kept a bunch of them. And my teacher was happy I think with my writing. :)
      I don't know the hunger games, but i totally agree with the complain thing!! (LOL at our complains for TW!! we have just one movie to do that... I'll miss those!).
      That Goethe quote is great!
      Did you like my children story?
      I read my post with the translation by google... it's horrible!! maybe i'll translate this post in english, 'cause I like it...

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  11. Per continuare a sognare...passa sul mio blog: ti ho lanciato un guanto di sfida!Ciaoooo mia simpatica amica di web.

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  12. Bellissimo post *O*
    La favole è molto bella e se ne sfornerai altre così non vedo l'ora di leggerlo ;)

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